jollyjovial:

"Hello students, today I got lost on the road of life."

Art by:死猫晴

lastsignal:

"No hard feelings."

The relationship between these two gets me bawling. And I also really like to draw Seiko’s hair.

She’s so sweet. You wouldn’t know it from her roles. She always plays these plucky, wise-cracking, loudmouths that are too wise for their years. She’s very, very shy and retiring, and very sweet and humble. She’s just good at accessing those characters. - SUPER costar Rainn Wilson
"I believe in science. I believe in evolution. I believe in Nate Silver and Neil deGrasse Tyson, and Christopher Hitchens. Although I do admit he could be a kind of an asshole. I cannot get behind some supreme being who weighs in on the Tony Awards while a million people get whacked with machetes. I don’t believe a billion Indians are going to hell. I don’t think we get cancer to learn life lessons, and I don’t believe that people die young because God needs another angel. I think it’s just bullshit, and on some level, I think we all know that, I mean, don’t you?… Look I understand that religion makes it easier to deal with all of the random shitty things that happen to us. And I wish I could get on that ride, I’m sure I would be happier. But I can’t . Feeling aren’t enough. I need it to be real."
Piper ChapmanOrange is the new black

2014 Hyundai Hopman Cup Day TwoEugenie Bouchard

regram @ced_iv
Well done #Bouchard. You played an amazing tournament. 🎾 #Wimbledon2014 #runnerup #Canadian #futurechampion #tennis #endlesstennis

#nowplaying #foxstevenson #allthistime #ep #music #indie #dubstep #drumandbass #like #instagram #instamusic

Lasciare un posto che chiamiamo casa è sempre una decisione difficile. Ma casa non è solo il luogo dove lasciamo il nostro cuore, è anche il luogo che ci portiamo sempre nel cuore. E questo posto, per me, è il AC Milan.

Durante questi due momenti, ancora più importante delle vittorie, è stata la maturità che ho guadagnato come giocatore.

Questo club mi ha insegnato l’elemento più importante per un giocatore: l’amore e la felicità nello sport.

Affetto che provo, e sempre avrò per il club e tutti i tifosi.

Un amore simbolizzato da un numero, il 22.

In questo momento devo lasciare nuovamente questa casa, e affrontare una nuova sfida. Ma regalo ai miei tifosi la cosa a cui tengo qui di più.

Lascio il mio numero, che resterà per sempre e esclusivamente qui al Milan, come segno del rispetto per tutto quello che rappresentate per me.

È bello avere una casa. È ancora meglio ricevere l’affetto e il sostegno di ognuno di voi. E conto su di voi in questa nuova tappa.

Con affetto e rispetto,

Kaká.

L’ultimo e definitivo saluto, consapevole che nessuno sarà mai paragonabile a te. #Kakà #instagram #me #milan #sport #football #foto #sad #goodbye

Che sia Milan, San Paolo o America. Il giocatore più importante per il mio credo calcistico da quando ho iniziato a seguire il calcio. L’ultimo anno, l’anno del ritorno. Forse il più faticoso, ma forse anche il più bello, vissuto intensamente tra tante difficoltà, più sofferenze che gioie. Il 30 agosto svegli tutta la notte. L’infortunio alla prima col Toro. Il gol del ritorno alla Lazio, in Champions al Celtic. Il passaggio di fascia da Montolivo a te contro l’Ajax. Il 100 e il 101 all’Atalanta, le trecento presenze contro il Chievo. Non dimentico. Dispiace che tu non rimanga un altro anno, ma il tempo passa per tutti. Questo ritorno, dopo il Gennaio 2013 non era nemmeno previsto. Non ci sarebbe dovuto essere. Però c’è stato ed è stato bello. Qualunque altro giocatore potrà arrivare in futuro al Milan, non ti raggiungerà mai.

HO UN SOLO CAPITANO! #22

Ellen Page from “An American Crime”

Oshidori

Ci fu un tempo un falconiere e cacciatore che si chiamava Sonjo. Viveva nel distretto chiamato Tamura-no-Go, della provincia di Mutsu. Un giorno uscì a caccia, ma non riuscì a prendere niente. Ma tornando a casa, nel luogo chiamato Akanuma, notò una coppia di oshidori (anatre mandarine) che nuotavano una accanto all’altra in un fiume. Non è bene uccidere le oshidori, ma Sonjo era molto affamato e tirò su una coppia di esse. La freccia colpì il maschio; la femmina fuggì tra i giunchi della sponda vicina e scomparve. Sonjo portò a casa l’anatra morta e la cucinò. Quella notte fece un sogno triste. Gli sembrava che una bella donna entrasse nella stanza e, stando in piedi accanto al suo cuscino, cominciasse a piangere. Piangeva con tanta amarezza, che Sonjo si sentiva spezzare il cuore mentre la ascoltava. Infine la donna gli gridò: «Perché, oh, perché lo hai ucciso? Che aveva fatto di male? Ad Akanuma eravamo così felici insieme… e tu lo hai ucciso! Che male ti aveva mai fatto? Ti rendi conto di cosa hai fatto? di che atto crudele, malvagio hai computo? Hai ucciso anche me, perché non potrò vivere senza il mio sposo! Sono venuta solo per dirti questo». Poi riprese a piangere e lamentarsi con tanta amarezza che il suo pianto penetrò fino al midollo dell’uomo, e tra i singhiozzi recitò le parole di questa poesia:

Hi kurureba Sasoeshi mono wo
Akanuma no Makomo no kure no Hitori-ne zo uki!

(“Al sopraggiungere del crepuscolo l’ho invitato a far ritorno con me! Ora dormirò da sola tra le ombre dei giunchi di Akanuma – Ah! Quale indicibile sofferenza!”)

E dopo aver pronunciato questi versi, esclamò: «Ah! Tu non sai, non puoi sapere che cosa hai fatto! Ma domani, quando ti recherai ad Akanuma, lo vedrai… lo vedrai…». Così dicendo e piangendo in modo compassionevole, se ne andò. Quando Sonjo si svegliò al mattino, questo sogno era così vivido nella sua mente, che ne era grandemente turbato. Si ricordava le parole: “Ma domani, quando ti recherai ad Akanuma, lo vedrai… lo vedrai…”. E decise infine di recarvisi per vedere se quel sogno era qualcosa di più di un sogno. Andò dunque ad Akanuma e qui, appena giunto sulla riva del fiume, vide la oshidori femmina nuotare da sola. Nello stesso momento l’uccello si accorse di Sonjo, ma anziché tentare di fuggire, nuotò dritto verso di lui, fissandolo in uno strano modo. Poi con il becco si squarciò improvvisamente il corpo e morì davanti agli occhi del cacciatore. Sonjo si rasò il capo e diventò sacerdote.

東京